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MATEMATICA CON DELITTO:

"Il dilemma del prigioniero" e "I 7 ponti" - Teatro in Matematica

MATEMATICA CON DELITTO:

“IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO” e “I 7 PONTI”

Progetto Teatro in Matematica di Maria Eugenia D’Aquino


testo di Riccardo Mini

regia di Valentina Colorni

con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Marco Pezza, Vladimir Todisco Grande

musiche originali di Maurizio Pisati - spazio scenico Riccardo Magherini - luci di Fulvio Michelazzi

video e immagini di Ino Lucia - costumi di Maria Eugenia D’Aquino

consulenza scientifica dei proff. Alberto Colorni e Roberto Lucchetti del Politecnico di Milano

produzione PACTA . dei Teatri


Mettete insieme un’attrice, una regista, un drammaturgo e un matematico: il risultato di una delle equazioni possibili è un’ulteriore conferma che Arte e Scienza non viaggiano su binari separati. In scena, la matematica perde la dimensione di scienza austera e accessibile solo a pochi iniziati; emerge con forza la bellezza e il fascino che le sono propri e diventa materia esplorabile e comprensibile a tutti, rendendoci partecipi di un linguaggio universale.

In unica serata due importanti teorie matematiche si fronteggiano. Due diversi modelli matematici della realtà, la Teoria dei Grafi e la Teoria dei Giochi, rivelate con differenti linguaggi teatrali, svelano i loro segreti.

Due spettacoli, Il dilemma del prigioniero e I 7 ponti, uno tragico e l’altro comico, entrambi gialli, per accorgersi con divertimento e suspense che la matematica ci accompagna nella vita di tutti i giorni.

Il dilemma del prigioniero s’ispira ad una delle più famose formulazioni della Teoria dei Giochi. Nata dalla mente di un matematico, Von Neumann, e di un economista, Morgenstern, e approfondita dal premio Nobel John Forbes Nash jr (a cui è stato dedicato il film A Beautiful Mind), la Teoria dei Giochi è divenuta la scienza del prendere decisioni in un ambiente competitivo, una raccolta di modelli con regole semplificate delle più grandi competizioni quotidiane.

Una vicenda densa di mistero. I temi centrali introdotti dal geniale matematico, la cooperazione e il conflitto tra i due concorrenti, ben si prestano ad una elaborazione teatrale. I due contendenti hanno due alternative: cooperare tra loro, cioè convivere pacificamente, o combattersi mantenendo così la scissione. Lo scontro tra le due parti lascia dietro di sé anche alcune vittime. Cosa è successo veramente in quella casa in montagna?

Ludovico ed Emma avevano deciso di prendersi una vacanza per riprendersi dal dolore per la perdita del figlio, ma ben presto erano rimasti bloccati dalla neve. E cose strane avevano cominciato ad accadere…

Era davvero un fantasma quello che si aggirava per casa? O c’era qualcun altro ancora, nascosto in quella soffitta?

Una storia gotica, in cui è impossibile capire se chi ci sta davanti è un amico da proteggere o un nemico da eliminare.


Quartetto del dilemma è il titolo delle musiche originali dello spettacolo composte da Maurizio Pisati.

Quattro oggetti sonori concreti - telefono, radio, tempesta, rumori in soffitta - vengono elaborati elettronicamente, indagando le variabili offerte dalla Teoria dei Giochi e, più precisamente, da quello che è noto come il dilemma del prigioniero. Le trasformazioni del suono appaiono dapprima concatenate alle sole necessità teatrali. Strada facendo danno invece origine a un teatro parallelo quasi indipendente: sequenze di suoni si ritrovano in una sorta di super-dilemma a quattro soggetti, che origina un quartetto di intrecci musicali e infinite soluzioni possibili.

I 7 ponti. Cosa hanno in comune il trasporto degli alunni, il Sudoku, l’organizzazione dei voli di una compagnia aerea, la pulizia della strade di una città, la metropolitana di Londra, una formula chimica, la colorazione delle carte geografiche, la rete Internet? Apparentemente nulla, in realtà uno dei più potenti strumenti che la matematica ha creato per rappresentare, studiare, risolvere i suoi problemi: i grafi.

Lo spettacolo viaggia nel mondo dei grafi sotto forma di un giallo, ambientato nella città di Konigsberg, dove nel 1736 nacque la teoria dei grafi ad opera del grande matematico svizzero Leonardo Eulero, che qui viveva. Una serie di misteri alla cui soluzione un impavido detective giungerà, dopo aver tentato varie strade, proprio grazie all’aiuto di un grafo. Una Konigsberg, la nostra, che non è quella reale, ma un’altra, immaginata, astratta, quasi stilizzata. Una serie di punti e di linee: o per meglio dire un grafo, appunto. Un modo divertente di esplorare un affascinante ramo della matematica che va sotto il nome di "teoria dei grafi" e che, dietro un nome all’apparenza misterioso, nasconde il segreto per trovare la “via maestra”, la via più breve, la via più ambita e ricercata da tutti gli uomini, dalla notte dei tempi ad oggi. Attraverso la matematica e per mezzo dei grafi potremmo non smarrirci più per vie traverse, sperperare tempo e danaro, prendere direzioni sbagliate senza poter tornare indietro.


Il dilemma del prigioniero, uno dei due atti unici di ‘Matematica con delitto’, il 14 marzo 2008 è stato presentato con successo a Roma, al Festival della Matematica di Piergiorgio Odifreddi, alla presenza del premio nobel John Forbes Nash.