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Storie di invertebrati

Storie di invertebrati


Di Bruno Bigoni

Con Riccardo Magherini e Maria Eugenia D’Aquino

Regia Bruno Bigoni

Produzione PACTA . dei Teatri

Sei mesi di una vita pensata all’arrembaggio e vissuta allo sbando. Questa è la storia di Lupo.  Un personaggio del nostro tempo, che riconosciamo in chi ci sta vicino, che a tratti ci assomiglia, per poi ritrovarlo lontano, là dove non siamo mai stati. La sua vita piena di desideri e sogni infranti è vissuta sempre contro, alla ricerca di una diversità che lo rende vivo, autentico. Una vita scandita dalla musica, sua inseparabile compagna che detta il ritmo al suo sentire e alle sue azioni. Un’incredibile colonna sonora di suoni ed emozioni che attraversa anni e generi, spina dorsale d’intere generazioni.

Nello smarrimento delle identità collettive, nell’epoca delle grandi apparenze, Lupo indaga, a modo suo, sul presente, sul significato di vivere, di amare, di lavorare, con la consapevolezza che non tutto può essere misurato e valutato secondo il buon senso comune. Mancano ancora nuovi comuni denominatori capaci di selezionare valori. Sa però, perché lo vive di continuo sulla sua pelle, che la società è una palude, che si trasforma giorno dopo giorno in qualcosa di indefinito, di difficilmente comprensibile. Almeno per lui. Cerca così, inconsapevolmente, nuove forme e nuovi comportamenti, e il suo vivere si scontra con le infinite contraddizioni che il vissuto gli impone quotidianamente. 

Lupo è al centro di un enorme conflitto interiore. La sua esperienza umana è piena di ostacoli che lo rendono fragile e spesso incapace, ma è un combattente, e anche se sconfitto, affronta la vita con coraggio, tanta incoscienza e un pizzico di follia. Lupo è un uomo affascinante e travolgente. E' incongruente, sfrontato, spaventato, umorale, intraprendente, selvaggio, contraddittorio ma soprattutto simpatico. La sua ultima sfida, o per meglio dire, provocazione, riguarderà la sua sessualità. Cambiare, partire, diventare altro da quello che si è, convinto che il cambiamento sia la soluzione di ogni problema.

“Il teatro è uno strumento vivo di conoscenza, di scoperta di sé e dell’ambiente, d’interrogazione e ricerca, più che un risultato o una risposta a specifiche tecniche. - spiega il regista Bruno Bigoni - Su queste tracce si muove Storie di Invertebrati, uno spettacolo sul malessere di vivere, sulle contraddizioni del quotidiano, sulla necessità della ribellione e sul desiderio di cambiamento. Un confronto tra realtà vera e quella immaginata. Torno al teatro, - aggiunge - come necessità, come urgenza. Per andare più in profondità e per incontrare un pubblico fisico, concreto, che posso guardare negli occhi. Il cinema non lo permette. Il teatro è stata la mia prima casa. Tornarci è foriero di meraviglie ed emozioni”.