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Dai Sonetti di William Shakespeare

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Dai Sonetti di William Shakespeare

sonnet

Traduzione Roberto Sanesi

Regia Alessandro Pazzi

Con Alessandro Pazzi

Musiche Alessandra De Stefano - arpa

Voice-Off Massimiliano Zavatta

Produzione OssigenOTeatro in collaborazione con PACTA . dei Teatri


Tra il 1606 e il 1610 una terribile peste a Londra obbligò i teatri a chiudere e a sospendere le rappresentazioni. Shakespeare scrisse allora i famosi 154 Sonetti. Una composizione poetica che ci permette di penetrare in quel mondo che lui ci aveva tenuto nascosto nei suoi testi teatrali: la sua vita segreta.

I sonetti sono i suoi diari intimi; non vi troviamo né nomi né date, ma possiamo scoprire le sue passioni, la sua attrazione per un uomo e per una donna che diventano il motore stesso dell’atto creativo poetico.

Nei 154 sonetti Shakespeare ci regala una “radiografia” poetica dell’amore declinato in tutte le sue forme: platonico, etereo, nostalgico, quando parla del giovane, bellissimo amato; crudele, fascinoso, sensuale, quando si riferisce alla misteriosa “donna scura”.

Nel mettere in scena 30 dei 154 sonetti, si è voluto privilegiare questo duplice aspetto, tralasciando ogni possibile forzatura di trama che non è presente nell’opera proprio perché di poesia tratta e di flusso di coscienza; si è cercato invece di sottolineare questa intimità, questa confessione d’amore con la voce di un attore che da solo tenta di far risuonare le parole del grande autore, dandole il loro giusto peso.

 

Ad accompagnare i versi nella loro nudità, il suono antico e potente dell’arpa che cerca di mescolarsi alla parola recitata significando anche i suoi silenzi e diventando anch’essa drammaturgia, mentre una voce fuori campo ripete alcune delle liriche in lingua inglese per ascoltare anche la loro “musica” originale.