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Marilyn e la Signora in giallo, forever

Marilyn e la Signora in Giallo

 

Di Ileana Alesso e Gianni Clocchiatti

Con Maria Eugenia D’Aquino e Annig Raimondi

Regia Riccardo Magherini

Musiche originali Maurizio Pisati

Disegno luci Fulvio Michelazzi

Costumi Nir Lagziel

Assistente alla regia Eleonora Ferioli

 collaborazione alla realizzazione delle scene all'interno del progetto di alternanza scuola-lavoro con la 4°H dell'Istituto Caravaggio Rachele Conte, Chiara Cotti, Elisaveta Kudina, Rebecca Papetti, Giulia Simini, Martina Stomeo

Produzione PACTA . dei Teatri  

Si ringrazia Lisa Mazzotti


Strano mestiere prestare la voce agli altri, essere da tutti conosciute mentre nessuno sa chi sei. Soprattutto quando le voci sono quelle di un mito, Marilyn Monroe o di una investigatrice per passione, Jessica Fletcher, l’inossidabile Signora in giallo. Due brave doppiatrici che hanno dato la voce a due grandi protagoniste dello spettacolo s’incontrano per caso sul ponte di una strana nave da crociera. Inizia così l’inconsueto viaggio dove si accendono i ricordi, le emozioni, scorrono le immagini riemerge e qualche rimpianto. “Come avrei desiderato continuare a darle la mia voce, ma non ce ne fu il tempo. Non sono riuscita ad invecchiare con lei come invece hai potuto fare tu con Jessica” confessa la doppiatrice di Marilyn, “Sei tu la fortunata, la tua voce ha fermato il tempo con quell’abitino bianco che svolazza su una grata della metropolitana di New York” la rassicura l’altra. E’ l’incontro di due vite, anzi di quattro perché non si sa mai dove inizia la personalità dell’una e dove finisce quella dell’altra. Chi sta parlando adesso? E’ lei, Marilyn oppure il suo doppio? E’ Jessica o la sua affezionata doppiatrice? I ricordi dell’una si mescolano alle emozioni dell’altra. Le storie s’intrecciano, i pensieri si incrociano, si sdoppiano, si confondono. Ma al di là dei ricordi, durante questo incredibile viaggio, accade qualcosa. Si sa che quando arriva la Signora in giallo c’è sempre un omicidio di mezzo. Chi sarà il colpevole questa volta? Risolverà il mistero di un famoso caso irrisolto? E verso quale porto starà viaggiando la nave con questi insoliti passeggeri a bordo? Solo il Comandante lo sa, ma prima bisogna trovarlo e non sarà cosa semplice. Un altro mistero. Alla fine, come si conviene, tutto si svela, si ricompone, beh, forse non proprio tutto. E se la tenera Marilyn non smette mai di sorprenderci, sarà dell’ineffabile Signora in giallo il colpo di scena finale. 


Note di regia

Mistero, suspense e commedia.

“Marilyn e la Signora in giallo, forever” è una commedia che cammina in punta di piedi sul terreno minato di grandi domande esistenziali: Chi siamo, come siamo per gli altri, siamo quello che facciamo, quello che sogniamo?

Una commedia che consente a chi la interpreta di giocare liberamente sul filo dell’umorismo, senza caricarsi del fardello opprimente del messaggio sociale, politico, della verità di cronaca e consimili.

Una commedia che gioca sull’equivoco. Due attrici, quattro personaggi che si mescolano tra loro, costringendo le interpreti a fermarsi di tanto in tanto per riordinare, ristabilire una identità, che si perde appena l’attenzione viene chiamata altrove. Una strana crociera che sembra cosa di altri tempi, popolata da strani personaggi, forse ombre, in cui si viaggia tra aneddoti, storie di pubblico dominio e storie personali, intime.

Uno sguardo disincantato e leggero su un ipotetico aldilà, reso ancor più acuto da “ChilleElsewhere”, partitura musicale di Maurizio Pisati, appositamente scritta per questo spettacolo.