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L'universo, molto probabilmente!

progetto di Riccardo Magherini

Teatro Oscar
Via Lattanzio, 58 – Milano 

 
L’UNIVERSO, MOLTO PROBABILMENTE!

Omaggio Douglas Adams

universo

progetto e regia di Riccardo Magherini

con Riccardo Magherini, Vanessa Korn, Marco Pezza

musiche originali di Maurizio Pisati

assistente alla regia Marco Pezza

immagini di Ino Lucia

disegno luci Fulvio Michelazzi

costumi Maria Eugenia D'Aquino

produzione PACTA . dei Teatri - ScienzaInScena


Note di Riccardo Magherini

Qui attorno, nell'universo, siamo soli e i soli intelligenti, noi nel nostro piccolo mondo verde e azzurro? Abitiamo davvero su un pianeta? Siamo stati creati?

Lasciandoci guidare a trecentosessanta gradi dalle affascinanti intuizioni e, talvolta dall’umorismo di certi autori di fantascienza, finiamo per non essere più così certi di tutto.

Giocando proprio con quell’Universo, così poco “scientifico”, si propone qui uno spaccato esilarante dell’uomo nell’infinito mondo ultraceleste, uno scherzoso argomentare smatematico come ama dire l' amico Maurizio Pisati, per provare ad intuire altre strade e intanto alleggerire il percorso.

 

L'attore acustico - primi pensieri di Maurizio Pisati

Nel viaggio, o in scena, che non è poi tanto diverso, spuntano suoni e musiche originate da idee e suggestioni smatematiche.

Non esiste una giusta definizione di cosa sia l’agglomerato di lettere che abbiamo identificato come un'idea smatematica, ma penso che la parola stessa porti il lettore nella giusta direzione di deviazione da un senso, nell'assoluta libertà di interpretazione e perciò in un campo di estrema auto-responsabilizzazione: smatematici sì, quindi, ma responsabili.

Anche se, diciamola tutta, è poco probabile un senso di responsabilità smatematico. Eppure, proprio qui dove di calcolo dell'improbabilità si parla, può avere un senso.

Ben consci di quanto andiamo dicendo, responsabilmente calcoliamo in suoni la smatematica

dell'improbabilità: spuntano suoni vaganti, musiche in forme diverse, songs dai testi minimi che potrebbero essere parentesi o cancellature di altri testi, tutto perso nello spazio di un calcolo.

Eppure, alla fine, sarà una musica di proporzioni adeguate, in spazi non privi d'aria, non sospesi nel vuoto, in viaggio -di nuovo:in scena - nelle infinite dimensioni della vibrazione sonora. In due parole: un'acustica che recita, per un Attore acustico.

 

RASSEGNA STAMPA 

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