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Le bocche inutili

di Simone De Beauvoir

Teatro Oscar

Via Lattanzio, 58 Milano

 

LE BOCCHE INUTILI

di Simone De Beauvoir

Copyright Editions Gallimard – Paris

prima assoluta e novità letteraria per l’Italia

traduzione Paolo Bignamini

regia Annig Raimondi

con Antonio Rosti e Annig Raimondi

spazio scenico e luci Fulvio Michelazzi

musiche originali Maurizio Pisati - costumi Nir Lagziel

consulenza tecnica Virginio Liberti

consulenza drammaturgia Paolo Bignamini, Annalisa Bianco

assistente regia Valentina Albertario, Valentina Colorni

produzione PACTA . dei Teatri - ScenAperta / Polo Teatrale dell’Alto Milanese - Egumteatro

con il sostegno di NEXT Laboratorio delle idee, Regione Toscana – Sistema Regionale dello Spettacolo

Lo spettacolo racconta una storia estrema in cui emerge

La Storia (una parte della Storia, quella resa pubblica) passa asciutta e arida come un pezzo di cronaca su un foglio strappato di giornale, o alla radio, alla TV.  L’altra Storia (quella che non ha mai un nome) scorre sotterranea e misteriosa, e solo a tratti entra in luce.

Un città delle Fiandre è sotto assedio. I cittadini sono allo stremo delle forze.

E' così che il governo decide di sacrificare “le bocche inutili” alla Ragion di Stato: l'indomani del consiglio cittadino, i malati, i vecchi, i bambini e le donne verranno cacciati dalle mura di Vaucelles e abbandonati ai nemici. E' l'unico modo per resistere, forse, ma è anche il modo di uccidere “l'anima” della città.

Dilaniata tra legge civile e legge morale, schiava di un principio di realtà che diventa un dogma, la città si dibatte al proprio interno fino a ritrovarsi, a riunirsi e a gettarsi unita a combattere il nemico. Una morte “data” resta tale, ma la scelta di lotta comune dei cittadini di Vaucelles segna la differenza tra la vacuità di un “gesto” e la pregnanza di un “atto”.

Questa “Antigone al contrario” è una delle poche esperienza teatrali di Simone De Beauvoir, che si affermerà in seguito con romanzi e saggi di straordinaria forza contenutistica, narrativa, evocativa, segnalandosi come una delle più importanti voci femminili di tutta la cultura europea del Novecento.

Scritta nel 1945, intrisa di tematiche care alla riflessione esistenzialista del dopoguerra, “Le bocche inutili” si innesta sulla riflessione di filosofi come Sartre, Camus e Merlau-Ponty, che con Simone De Beauvoir hanno condiviso l'esperienza di quel periodo.

Con una scrittura asciutta e una forza a tratti schematica (ma che in questo “schema” ha parte della sua incisività), la scrittrice francese riflette sull'uomo che diventa straniero a se stesso (Camus) ma che, in ossequio a un principio di realtà, sceglie gli uomini e non gli ideali astratti (Sartre).

 

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Teatro.org Marzo 2010

 

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