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Kitchen stories - Tragicommedia in otto portate

KITCHEN STORIES
tragicommedia in otto portate


Kitchen stories - Tragicommedia in otto portate


testo di Livia Bonetti e Federica Ombrato

con Livia Bonetti, Federica Ombrato e Virginia Zini

supervisione registica Carolina De La Calle Casanova

collaborazione ai testi e voce di Vincenzo Costantino Cinaski

scenografia Stefano Zullo

assistente alla scenografia Ilaria Strozzi

costumi Rosa Mariotti

sound design Alberto Biasutti

grafica Anna Resmini

organizzazione Ginevra Bocconcelli

Centro Teatrale MaMiMò e Teatro alla Coque
in collaborazione con Sesto Spazio

  

Sinossi

A Clementina finalmente succede qualcosa. Proprio a lei, che passa le giornate chiusa in casa a fare telepromozioni per il Multimix Healty Cooking, che mangia sempre sola e fa telefonate immaginarie a un uomo che nella vita reale non ha il coraggio di avvicinare.

Un giorno il telefono squilla davvero: un appuntamento e un menù per due da preparare. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di svolta, però, si trasforma in una esasperata e grottesca ricerca della propria identità. Cosa ti piace? Cosa mangi? Che donna sei? Da pensili e fornelli prendono corpo gli stereotipi della donna contemporanea ai quali Clementina pensa di doversi adeguare: la Tradizional-Casalinga, la Coach Manager, la Donna Benessere, la Donna Bignè. Le quattro Donne-Ricetta si sfidano per plagiare l'anima della protagonista, conducendola in un viaggio in otto portate alla scoperta della sua essenza.

 

Tematiche e contenuti

Cos’è più vero? Ciò che sono o il modello verso cui tendo? E questa aspirazione è frutto di un mio desiderio o di un'imposizione?

È ancora possibile, in una società patologicamente focalizzata sui risultati e sulla ricerca di perfezione, sulle gare che decreteranno il migliore e il più efficiente, accettare i propri limiti? Amare senza frustrazione la propria vita? Ricordarsi che siamo ancora e forse ancora per poco degli esseri umani.

 

Note di un primo spettatore privilegiato

Allenarsi affinché i cliché non si portino mai via il contenuto. I classici sono tramontati: oggi la polifonia di modelli femminili da seguire è bulimica e in continuo mutamento. In questo vasto ventaglio di possibilità, il progetto di Teatro alla Coque riconosce nella confusione una grande potenzialità: vivere senza perdersi ad ogni tentativo fallito. Un po' come cucinare; all'inizio non combini un granché.

Come drammaturga e regista sono sempre stata attratta dalle cadute, dalle ricette venute male. Un po' perché   le cadute rappresentano il perché si lotta e per cosa si fa battaglia, così come quando sbagli ricetta ne scopri un'altra: la tua. (Carolina De La Calle Casanova)