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IL COMPLESSO DI ISMENE viaggio nella psiche invisibile di una donna

DonneTeatroDiritti

                                                                                                      Ismene1                                           

Di Adele Falbo

Regia Adele Falbo

Con Annig Raimondi, Carmen Chimienti, Giada Balestrini, Federica Toti

Disegno luci Fulvio Michelazzi

Sonorizzazioni Andrea Lambertucci

Produzione PACTA . dei Teatri con la collaborazione del Centro sperimentale di cinematografia

Il male lega più del bene? Perché le donne si legano a chi fa loro del male? Dove e quando comincia il male? La psiche della donna si fa teatro e questo lavoro, parte di uno studio teatrale sulla violenza di genere, mette in scena la tragedia contemporanea delle relazioni di coppia. Lo spettacolo segue il filo dei pensieri della protagonista, Ismene, schiacciata da riflessioni che la tengono sempre più inchiodata in una situazione violenta e di rinuncia a se stessa. Ismene non sa che è proprio la sua volontà a condurla sempre di più verso una fine inevitabile.

NOTE DI REGIA di Adele Falbo

Lo spettacolo è un dialogo interiore tra le diverse parti che costellano la nostra interiorità. La psiche è fatta di luci e di ombre, così anche la messa in scena si dispiega rispettando la spontaneità di questa magia... I protagonisti, parti di un’unica interiorità, emergeranno dall’incoscienza per andare incontro e scontrarsi con Ismene, totalmente dimentica di sé. A volte, pur non volendo, ci costringiamo a guardarci dentro... Ed è l’inizio del dialogo completo con noi stessi. Quando il viaggio della nostra evoluzione si interrompe, qualche cosa accade e spesso quello che accade all’inizio non è sempre gradito; così è anche per Ismene... Lo spettacolo è nato dallo studio di testi psicanalitici. Tale studio ha dato la possibilità di riflettere sugli aspetti inconsci che ingabbiano le relazione in un vortice distruttivo. La riflessione dall’interno resta premessa indispensabile e lo spettacolo teatrale è un contributo in tal senso, la volontà è proprio quella di far luce sulle premesse inconsce. Carl G. Jung, considera il teatro come il contenitore per elaborare e comprendere i complessi psichici estesi sul piano sociale. Questa riflessione è coerente con l’origine del teatro in Grecia: nelle rappresentazioni la volontà era quella di portare in teatro quello che non doveva succedere nella Polis. Con la speranza che possa servire come spunto di riflessione per gli adulti e come prevenzioni per le giovani generazioni.


INCONTRI DOPO SPETTACOLO:

Mercoledì 4 novembre: sarà presente la Dott.ssa Laura Vanzulli – Psicanalista C.I.P.A. - I.A.A.P. e la Dott.ssa Lella Ravasi Bellocchio - Psicologa, Analista junghiana, membro della Società italiana e internazionale di Psicologia Analitica e della Rivista di Psicologia Analitica. L'incontro sarà incentrato sul tema dell'identità femminile dal punto di vista dell’inconscio della donna nelle relazioni affettive.

Giovedì 5 novembre: saranno presenti il Dott. Luigi Zoja analista C.I.P.A. - I.A.A.P., già Presidente I.A.A.P e un rappresentante di Amnesty International, Rebecca Germano per creare un confronto pulsante e attuale sul tema della violenza e del trauma nel mondo e in Italia. Coordinerà l'incontro la Dott.ssa Marialuisa Donati, Analista C.I.P.A. - I.A.A.P.

Venerdì 6 novembre: saranno presenti la Dott.ssa Patrizia Peroni - Vicequestore Aggiunto e Funzionario Squadra Mobile, la Dott.ssa Paola Bocci - presidente della Commissione Cultura del Comune di Milano, la Dott.ssa Alessandra Kustermann - Dirigente medico specialista in ostetricia e ginecologia per la Fondazione IRCCS (Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena), Responsabile del servizio violenza sessuale e domestica, la scrittrice Cristina Obber, la Dott.ssa Diana De Marchi, docente impegnata sui diritti civili. Le istituzioni si confronteranno sui limiti e sui successi dei loro interventi.