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GLI INDIFFERENTI alla prova

Dal romanzo "Gli indifferenti" di Alberto Moravia

GLI INDIFFERENTI alla prova

Dal romanzo ‘Gli Indifferenti’  di ALBERTO MORAVIA 

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Progetto Moravia - La vecchia e la nuova società si raccontano

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progetto e regia Annig Raimondi

con Marino Campanaro, Maria Eugenia D'Aquino, Marco Pezza, Annig Raimondi, Serena Marrone

musiche Maurizio Pisati

spazio scenico e luci Fulvio Michelazzi

assistenti regia Marco Pezza, Lisa Moras

produzione PACTA . dei Teatri


Quando Alberto Pincherle, in arte Alberto Moravia,  scrisse il suo primo romanzo, Gli indifferenti, non aveva ancora compiuto diciotto anni. Erano i tempi cupi del fascismo. L'opera, inizialmente censurata, fu in seguito un successo e divenne il manifesto di una generazione.

Il sottotitolo potrebbe recitare: "Corruzione e caduta di una famiglia borghese".

Il soggetto si sviluppa, secondo un'operazione di 'smascheramento', in un ristretto ambiente borghese con soli cinque personaggi: gli Ardengo - la madre Mariagrazia, il figlio Michele, la figlia Carla, l'affarista Leo Merumeci e l'amica di tutti Lisa.

La storia è presto detta.

Carla è insidiata dal libertino Leo, amante della madre, il quale mira ad impadronirsi del patrimonio di famiglia. Egli è facilitato dalla particolare situazione in cui si trova Carla, desiderosa di uscire da un'esistenza mediocre, contrassegnata da una decadenza e una corruzione insostenibili. Leo, dopo molti tentativi, riesce a portare Carla a casa sua. La madre Mariagrazia, eccitata da false ambizioni e preoccupata solo del decoro sociale, non si accorge del mondo che frana intorno a lei. L'oscura tresca viene scoperta da Lisa, ex amante di Leo e amica di Mariagrazia, che rivela tutto a Michele, il fratello, di cui lei è innamorata. Il giovane Michele, soggiogato dall'apatia morale, incline a una vita fondata più sui sogni e le fantasticherie che su un'effettiva partecipazione agli eventi concreti della vita, tenta di ribellarsi affrontando ripetutamente Leo. Alla fine, la 'sudicia avventura' pare capovolgersi...

Gli Indifferenti alla prova è una favola contemporanea in cui Sesso e Denaro la fanno da padroni. Seguendo le regole di una partita a carte scoperte, ciascun personaggio cerca una 'lealtà di visione sviluppando il soggetto in continuo dialogo con l’autore/narratore. Nello spettacolo, questa particolare figura ha un ruolo quasi "polifonico", "dialogico", in cui cioè la sua 'voce' si confronta, con la 'voce' autonoma dei personaggi , cosicché il rapporto - aperto, conoscitivo - con la realtà emerge dal continuo incrociarsi dei punti di vista dei vari personaggi e del narratore.

Avvolta dai miasmi, l’aggrovigliata situazione famigliare narrata (e giocata) vuole anche rifarsi alle grandi tragedie shakespeariane e dostoievskiane, ma, di fatto e per 'forza di storia', finisce in farsa. Sullo sfondo, si compone l’affresco di una società borghese in rovina che si autoesalta in chiacchere stereotipate e siparietti comici.


Annig Raimondi