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7 BAMBINE EBREE. FAR AWAY

di Caryl Churchill

 

7 BAMBINE EBREE. FAR AWAY
di Caryl Churchill

 traduzioni Masolino D'Amico e Pino Tierno
Logo invito a teatro
regia Annig Raimondi
con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini e Annig Raimondi
scene e disegno luci Fulvio Michelazzi
costumi Nir Lagziel
musiche originali Maurizio Pisati
oggetti di scena Mirella Salvischiani e Alessandro Aresu

logo donne teatro diritti



NELLE NEBBIE DELLA GUERRA di Annig Raimondi


Caryl Churchill con 7 BAMBINE EBREE. FAR AWAY è il cuore del progetto DonneTeatroDiritti ideato per il 2011 e che prevede altri appuntamenti – spettacoli, incontri, filmati, ecc. – orientati al riconoscimento della parità di diritti e libertà, e in una cura particolare nel proteggere la dignità fondamentale della persona o di un popolo.
Sono partita dalla riflessione sui conflitti o guerre d’identità che hanno segnato la storia del Novecento: conflitti d’identità individuale, che riguardano cioè la lotta del singolo, ma soprattutto conflitti d’identità collettiva, che riguardano la crisi di un popolo intero.
Viviamo tutt’oggi nelle ‘nebbie di una guerra perenne’, circondati da una serie di conflitti ‘periferici’ che spesso coinvolgono luoghi di contatto tra culture diverse, etnie, razze e religioni e che risollevano il problema del rapporto con ‘l’altro’ e il bisogno di riprogettare una società che realizzi una coesistenza pacifica e l’interazione fertile di diverse identità.
Con le sue opere, gli scritti e le riflessioni su questo tema, Caryl Churchill, una delle figure più originali e innovative del teatro contemporaneo, è la testimonial perfetta. Decisamente dotata di una non comune qualità profetica, ha scritto questi due brevi testi teatrali che hanno in comune l’assurdità e l’insensatezza della Guerra e che ho deciso riunire in un unico spettacolo.
In 7 BAMBINE EBREE, composta nel 2009 dopo una campagna militare israeliana a Gaza, sette adulti suggeriscono cosa dire, e cosa non dire, a sette bambine ebree di epoche differenti. E’ un viaggio storico di un popolo, dalla condizione di vittima a quella di aggressore. Dall' Olocausto ai fatti di Gaza, l’attenzione dell’autrice si focalizza proprio sulla confusione che permea l'identità ebraica. E’ un atto d'accusa contro la guerra e la sopraffazione, il calcolo e l'interesse e, soprattutto, mette in evidenza le contraddizioni e le oscillazioni della coscienza di un popolo. Ma chi è quella bambina innocente, quella “lei” nascosta, ci domandiamo in ogni battuta di quest’opera? Le risposte possono essere molte: non voglio dare risposte ma porre altre domande. Così lo spettacolo continua... Con FAR AWAY, scritta nel 2000, il clima è ‘post 11 settembre’. Siamo ora in un mondo in cui tutto in natura è in guerra. Al centro è anche questa volta una ragazza via via giovane donna e infine adulta, rappresentata all’interno di una realtà corrotta e dispotica dove succedono cose insensate e bizzarre. Attraverso una particolare forma di straniamento, l’obiettivo della Churchill è quello di mettere in evidenza quanto oggi la gente tenda a sottovalutare o, addirittura, fingere di non vedere ciò che viene percepito come “lontano” e “distante”. L’incapacità di vedere e la mancanza di senso di responsabilità sono così destinati a produrre il caos e, di conseguenza, uno stato di imminente conflitto globale. Tra i molti temi qui evocati spiccano l’Olocausto, la pulizia etnica, i danni dei totalitarismi, l’ambientalismo e, infine, la brutalità dell’individuo nel vivere quotidiano.
Infatti, da dopo la Guerra fredda, le strategie della paura non sono agenti presenti solo nei campi di battaglia ma si diffondono nella vita di tutti i giorni utilizzando altre armi, sottilissime: la minaccia, la dissuasione, la costrizione.
Nella “nebbia della guerra” al terrore trapelano nuove tattiche e figure, individuali e collettive. Spie, infiltrati, agenti doppi, traditori, intercettori, cifratori e decodificatori: tutti necessari a combattere, se non a vincere, i conflitti delle guerre post-atomiche, sempre in bilico tra lealtà opposte, tra rapporti e racconti, minacce e seduzioni.
Forse siamo nel mondo dei servizi segreti, visionario e razionale, che vive tra realtà e finzione?



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