Le bocche inutili
dal 12 al 28 marzo 2010
Teatro Oscar
Via Lattanzio, 58 Milano
LE BOCCHE INUTILI
di Simone De Beauvoir
Copyright Editions Gallimard – Paris
prima assoluta e novità letteraria per l’Italia
traduzione Paolo Bignamini
regia Annig Raimondi
con Antonio Rosti e Annig Raimondi
spazio scenico e luci Fulvio Michelazzi
musiche originali Maurizio Pisati - costumi Nir Lagziel
consulenza tecnica Virginio Liberti
consulenza drammaturgia Paolo Bignamini, Annalisa Bianco
assistente regia Valentina Albertario, Valentina Colorni
produzione PACTA . dei Teatri - ScenAperta / Polo Teatrale dell’Alto Milanese - Egumteatro
con il sostegno di NEXT Laboratorio delle idee, Regione Toscana – Sistema Regionale dello Spettacolo
Lo spettacolo racconta una storia estrema in cui emerge
La Storia (una parte della Storia, quella resa pubblica) passa asciutta e arida come un pezzo di cronaca su un foglio strappato di giornale, o alla radio, alla TV. L’altra Storia (quella che non ha mai un nome) scorre sotterranea e misteriosa, e solo a tratti entra in luce.
Un città delle Fiandre è sotto assedio. I cittadini sono allo stremo delle forze.
E' così che il governo decide di sacrificare “le bocche inutili” alla Ragion di Stato: l'indomani del consiglio cittadino, i malati, i vecchi, i bambini e le donne verranno cacciati dalle mura di Vaucelles e abbandonati ai nemici. E' l'unico modo per resistere, forse, ma è anche il modo di uccidere “l'anima” della città.
Dilaniata tra legge civile e legge morale, schiava di un principio di realtà che diventa un dogma, la città si dibatte al proprio interno fino a ritrovarsi, a riunirsi e a gettarsi unita a combattere il nemico. Una morte “data” resta tale, ma la scelta di lotta comune dei cittadini di Vaucelles segna la differenza tra la vacuità di un “gesto” e la pregnanza di un “atto”.
Questa “Antigone al contrario” è una delle poche esperienza teatrali di Simone De Beauvoir, che si affermerà in seguito con romanzi e saggi di straordinaria forza contenutistica, narrativa, evocativa, segnalandosi come una delle più importanti voci femminili di tutta la cultura europea del Novecento.
Scritta nel 1945, intrisa di tematiche care alla riflessione esistenzialista del dopoguerra, “Le bocche inutili” si innesta sulla riflessione di filosofi come Sartre, Camus e Merlau-Ponty, che con Simone De Beauvoir hanno condiviso l'esperienza di quel periodo.
Con una scrittura asciutta e una forza a tratti schematica (ma che in questo “schema” ha parte della sua incisività), la scrittrice francese riflette sull'uomo che diventa straniero a se stesso (Camus) ma che, in ossequio a un principio di realtà, sceglie gli uomini e non gli ideali astratti (Sartre).